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NAPOLI - 19 Aprile 2017

Share, nuova vita per gli abiti usati

Un progetto, I.O. CR.E.S.CO, ha dato lavoro a Napoli a persone in difficoltà, impegnandole nella raccolta e lavorazione di abiti usati. Dopo 2 anni, la filiera è andata avanti e oggi è nato “Share”, un punto vendita che unisce solidarietà, lavoro e tutela dell’ambiente.

Mentre gli esercizi commerciali tradizionali chiudono, nasce Share, il primo franchising della moda e della solidarietà che, da Milano con la cooperativa sociale Vesti Solidale, approda a Napoli in Corso Umberto I n. 158, con la cooperativa sociale Ambiente Solidale Onlus.

«Dal 2006, anno di fondazione della cooperativa napoletana, ci occupiamo di indumenti usati - spiega il presidente, Antonio Capece - Inizialmente ci occupavamo solo della prima fase della filiera, la raccolta degli abiti usati dalle campane stradali. Poi con il progetto I.O. CR.E.S.CO, sostenuto da Fondazione CON IL SUD e Fondazione Vismara, abbiamo avviato, nello stabilimento di San Giovanni a Teduccio, in cupa S. Aniello, il centro per lo stoccaggio e lavorazione degli indumenti. Una sfida superata a pieni voti che oggi ci ha spinto ad andare oltre, completando il ciclo di lavorazione con l’apertura del punto vendita, con la commercializzazione dei capi di seconda mano di qualità».

Ambiente Solidale oggi conta circa 30 dipendenti: un team di persone che si dedica, con cura e attenzione, ad ogni singola fase della filiera. Si tratta di una scommessa imprenditoriale che, come ulteriore e ambizioso obiettivo, si propone di creare risorse economiche dall’attività di impresa sociale, da reinvestire per fronteggiare le nuove povertà. Ecco perché il 10% dei ricavi annui derivanti dalle vendite di capi di abbigliamento all’interno del punto di vendita viene devoluto a progetti sociali sul territorio, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Napoli.

«In quest’ottica – continua Antonio - si inserisce la consegna di 600 buoni omaggio ai poveri incontrati in occasione del tradizionale pranzo con l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe. Un gesto semplice che, offrendo due capi di abbigliamento presso il nostro punto vendita, mira a ridare dignità a chi è spogliato dei propri diritti».

Scegliere un vestito di seconda mano non è quindi un ripiego, ma un nuovo approccio ai consumi che unisce il risparmio alla solidarietà, il rispetto dell’ambiente, l’inserimento lavorativo all’utilizzo sociale della ricchezza prodotta. «Il nostro modello – conclude il presidente - tende a creare una catena sostenibile, capace di generare nuova occupazione e benessere per l’intera comunità».

Delia Del Gaudio, Cooperativa Ambiente Solidale

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