La Casa della Cooperazione

Fondazioneconilsud 21 Giugno 2017 3 minuti di lettura

In un ex magazzino di stoccaggio del pesce in una vecchia tonnara, confiscato alla mafia e che da oltre 22 anni versava in totale stato di abbandono, nasce “La casa della cooperazione”. Un luogo finalmente tornato ad essere un bene comune, uno spazio culturale polifunzionale aperto a chiunque lo voglia vivere.

Palermo_Quando abbiamo deciso di prenderci cura di questo bene lo abbiamo fatto immaginando di poter creare uno spazio comune e aperto in grado di offrire al territorio opportunità sociali, culturali ed economiche, per favorire il recupero del concetto di “comunità” e del legame di questo quartiere, devastato e abbandonato nel tempo, e di tutta la città con il mare. Una “casa” in cui promuovere cultura, arte, pratiche di sviluppo condivise e partecipative, pratiche di cooperazione e solidarietà, sostenere esempi concreti di un modello di sviluppo alternativo, solidale, partecipativo e libero dalle mafie.
Il bene è stato assegnato dal Comune di Palermo al CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud, che grazie al sostegno della Fondazione CON IL SUD e assieme ai partner di progetto APA/ Accademia Psicologia Applicata, Al Janub, YAM SRL, Associazione Casa dei Bimbi ha potuto riqualificarlo e restituirlo alla città. Una bellissima sfida in un quartiere complesso che è però un luogo perfetto per fare da ponte tra le varie anime della città e tra la città e il mare.

Come vogliamo fare “casa”? Promuoviamo iniziative culturali e sociali, azioni per catalizzare energie positive e risorse del territorio, promuovere il ruolo dell’economia solidale nel creare nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani. Questo spazio, dunque, è più di una semplice “casa”.
Il vecchio magazzino abbandonato oggi ospita un centro di documentazione aperto a tutti, con oltre 4500 tra libri, riviste, articoli, video e diverse mostre dedicate alla cooperazione internazionale, ai diritti umani, a modelli di sviluppo e interdipendenze fra centro e periferia. Ogni giorno è possibile acquistare prodotti della filiera equo e solidale o ricevere informazioni su scambi giovanili e programmi di mobilità internazionale.

In questa “casa” il lavoro ha un ruolo fondamentale: c’è infatti un incubatore di piccole start up per donne e giovani, basate su un’imprenditorialità sociale diversa, sui bisogni e sulle potenzialità reali espresse dal territorio, partendo da 3 imprese pilota. La prima è “Nauti.lab”, per l’apprendimento delle tecniche per la costruzione ecosostenibile di imbarcazioni; la seconda, “Trashware”, fa riferimento al riutilizzo di hardware informatico attraverso la riqualificazione di computer destinati allo smaltimento. L’ultima esperienza è “Mamme di giorno”, un percorso di formazione al mestiere della “Madre di Giorno”, che offrirà a un gruppo di giovani donne l’opportunità di realizzare dei nidi in casa.
I ragazzi delle scuole animano questi spazi con la loro creatività, partecipando a laboratori di progettazione. Non sono i soli: la “casa della cooperazione” è anche spazio di coworking, a disposizione di chiunque voglia salire a bordo e sentirsi parte di questa bella avventura, che ci ha dato la possibilità di riappropriarci di uno spazio che, grazie a questo progetto, è adesso parte integrante della vita del quartiere e dei suoi abitanti.

Pasqua De Candia, referente del progetto per CISS

Articolo pubblicato sulla newsletter cartacea della Fondazione, disponibile qui>>)

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