Altofest, l’arte vista dai cittadini

NAPOLI - 10 maggio 2018

Foto di Flaviana Frascogna per il progetto Altofest
Foto di Flaviana Frascogna per il progetto Altofest

Un festival di arte contemporanea che entra, letteralmente, nelle case della gente. Appartamenti, terrazzi,sotterranei, cortili, interi condomini, laboratori artigianali si trasformano in residenze artistiche e ospitano opere di artisti internazionali. Vincitore del bando Funder35 e di numerosi altri premi e riconoscimenti, è un progetto culturale che si innesta nel tessuto socio-urbano che lo ospita.

Altofest – International Contemporary Live Arts è un progetto nato a Napoli nel 2011 con un chiaro slogan: “No ai festival vetrina”. Non coinvolge teatri, musei o gallerie, ma direttamente i cittadini che ospitano gli artisti e le loro opere, aprendo le porte delle proprie case, cortili, negozi.

Ogni anno in diversi quartieri di Napoli, i cittadini offrono in dono ospitalità ad artisti nazionali ed internazionali, i quali alloggiano e lavorano nelle case dei cittadini per un periodo di residenza artistica – ci spiega Camilla Stellato di Altofest.  Al termine della residenza, quelle stesse case accolgono il pubblico durante i giorni di apertura del festival.”

Quella che si crea è una partecipazione attiva all’opera, un’esperienza di scambio tra artista, ospite e spettatore, il quale per la prima volta ha accesso a spazi privati, a scorci della città particolari e altrimenti inaccessibili. Un vero e proprio esempio di riqualificazione umana-urbana. E’ quanto accade ad esempio a Vico Tronari nel Rione Sanità che, con i suoi spazi e i suoi abitanti, è coinvolto da 5 anni in Altofest. Centinaia di spettatori vi giungono durante le giornate del Festival per assistere a performance di danza e teatro, tra le più innovative del panorama internazionale. Nel 2016 un’artista umbra con il progetto Abito ha coinvolto un gran numero di abitanti del quartiere, con un’istallazione tessile partecipativa a cui poteva collaborare chiunque, aggiungendo il proprio “tessuto”, per abbellire gli spazi comuni del vico. Così per 20 giorni Vico Tronari, durante la sesta edizione di Altofest, è diventato un laboratorio e un museo a cielo aperto, accogliendo centinaia di visitatori.

La prospettiva curatoriale alla base del processo di Altofest si fonda su una meticolosa attenzione al rapporto uno ad uno fra artista e cittadino, lasciando che il potenziale generativo di questo incontro possa propagarsi al sistema di relazioni entro cui ciascuno si muove: infiltrarsi attraverso i diversi strati dell’abitare di chi ha partecipato a quella esperienza, fino ad infettare l’uso consueto delle parole – aggiunge Camilla. Ne viene una riqualificazione umana/urbana, generata dalla prossimità e la cura reciproca tra ospite e artista”.

Quest’anno Altofest, alla sua VIII edizione, ha raccolto più di 550 proposte artistiche da tutto il mondo. Inoltre, dal 9 aprile al 13 maggio, si terrà un’edizione speciale a Malta, inserita nella programmazione culturale di Valletta 2018 Capitale Europea della Cultura. Il progetto si è aggiudicato gli EFFE Award – unico italiano fra i 6 premiati -,“distinguendosi per la sua innovativa e coraggiosa formula di apertura e coinvolgimento della città”. Un premio estremamente prestigioso, dedicato ai festival più innovativi a livello artistico, assegnato dall’EFA (European Festival Association) sotto l’egida della Commissione Cultura del Parlamento Europeo. Attualmente Altofest è segnalato dal Cultural and Creative Cities Monitor della Commissione Europea, come indicatore di interesse culturale per la città di Napoli. “I riconoscimenti internazionali sono tanti, a partire dalla fiducia che, da diverse edizioni, molte ambasciate accordano ad Altofest, sostenendo i viaggi degli artisti in programmazione” conclude Camilla.

Un progetto che fino al 2017 è stato completamente auto sostenuto e che oggi, grazie al sostegno di Funder35 – il bando promosso da 17 fondazioni di origine bancaria e dalla Fondazione CON IL SUD – può crescere ancora di più.

Camilla Stellato, organizzazione Altofest

www.teatringestazione.com

Articolo presente nella newsletter cartacea della Fondazione, disponibile qui.

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