Bando Socio-Sanitario 2009

ROMA - 14 Maggio 2009

Pubblicato il Bando Socio-Sanitario 2009 con cui la Fondazione per il Sud sollecita il volontariato e il terzo settore a presentare progetti esemplari rivolti al “Sostegno a favore di disabili e anziani non autosufficienti” nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
A disposizione 4 milioni di euro. Il bando scade il 10 settembre 2009.

Nell’ottica di perseguire la propria missione di infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, la Fondazione per il Sud continua nella sua azione di sostegno a progetti esemplari e nella promozione di idee, competenze ed energie già presenti sul territorio.
Nel 2009, l’attenzione della Fondazione, congiuntamente alle altre linee di intervento, si rivolge a tematiche dalla forte connotazione sociale come lo sviluppo, la qualificazione e l’innovazione dei servizi socio-sanitari.

Nel corso degli ultimi anni il bisogno di interventi e prestazioni assistenziali socio-sanitarie sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti ed è avvertito soprattutto dalle fasce più deboli della popolazione, in particolare da anziani non autosufficienti e disabili. Queste problematiche assumono particolare gravità soprattutto nelle regioni meridionali. Le famiglie con anziani di oltre 75 anni sono, in percentuale, più numerose nel Mezzogiorno così come sono più numerose le famiglie interessate dal tema della disabilità rispetto alle regioni del Centro-Nord, come confermano le rilevazioni dell’Istat.

Con il bando, che si inserisce all’interno delle linee di attività 2009 recentemente riviste e aggiornate al fine di incrementarne l’efficacia e l’efficienza delle azioni, la Fondazione si propone, attraverso il coinvolgimento del terzo settore e del volontariato, di sostenere il rafforzamento di strutture esistenti che forniscano servizi socio-sanitari efficienti, efficaci e innovativi a favore di disabili e di anziani non autosufficienti, con particolare attenzione all’accompagnamento e all’inserimento in attività lavorative dei disabili.
Potranno essere sostenute iniziative come la sperimentazione di residenze protette, di forme di assistenza domiciliare per anziani e disabili o di altre formule di prevenzione, di interventi che tengano anche conto di aspetti meno presidiati dalla programmazione pubblica come l’integrazione sociale e lavorativa per i disabili, con particolare attenzione al disagio psichico.
Gli interventi dovranno anche tener conto dell’obiettivo di alleviare il carico che grava sulle famiglie di anziani non autosufficienti e di disabili, che siano prive di adeguate forme di sostegno assistenziale.

In tale ottica la Fondazione intende favorire un processo di integrazione sociale che si inneschi già “a monte”, nella fase di formazione delle partnership, attraverso il coinvolgimento di famiglie di disabili e anziani non autosufficienti. La partecipazione diretta dei familiari dei destinatari finali degli interventi sin dalla fase di progettazione delle iniziative, consente l’apporto di competenze, esperienze, esigenze e bisogni specifici relativamente alle tematiche oggetto di intervento, favorendo altresì un processo di responsabilizzazione all’interno della partnership, a tutela e garanzia dell’efficacia degli interventi.
Verranno privilegiate risposte non sostitutive degli interventi ordinari delle istituzioni, bensì la sperimentazione di formule innovative, come ad esempio forme di telesoccorso e telecontrollo; la fornitura di servizi di prossimità che prevengano e riducano il ricorso al ricovero in residenze protette; lo sviluppo di servizi innovativi che utilizzino anche nuove tecnologie; il potenziamento di centri di sollievo o di altri centri di eccellenza per la cura integrata e l’accoglienza sociale delle persone disabili e/o anziane non autosufficienti; il rafforzamento di strutture per il “dopo di noi”; azioni che valorizzino l’integrazione delle risposte professionali con quelle del volontariato; interventi che prevedano l’aiuto all’inserimento lavorativo dei disabili (incluso il disagio psichico) in grado di tenere conto delle esigenze di sostegno alla persona negli aspetti sociali, sociosanitari, relazionali, al fine di rendere più efficace l’inserimento e il mantenimento del percorso professionale; ecc..

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