Presentata al Forum PA la campagna “Sud Vivo” e il Premio “Comune Vivo”
11 Giugno 2026
La prima edizione del Premio Comune Vivo se l’aggiudicano Portomaggiore (Ferrara), Collevecchio (Rieti), Santa Maria del Cedro (Cosenza) e Castiadas (Cagliari).
Il Premio Comune Vivo è promosso dalla Fondazione con il Sud in collaborazione con ANCI ed è rivolto ai comuni italiani che stanno invertendo il trend dello spopolamento, ovvero, che promuovono la rigenerazione demografica delle comunità di riferimento secondo le quattro dimensioni del nascere, restare, tornare, arrivare.
La premiazione si è tenuta questa mattina a Roma, nel corso di uno spazio dedicato presso il Forum PA 2026, alla presenza di Marialuisa Forte, Vice presidente nazionale Anci con delega su Mezzogiorno e politiche per la coesione territoriale e sindaca di Campobasso, di Stefano Consiglio Presidente della Fondazione con il Sud e dei sindaci dei comuni premiati.
Con il Premio “Comune Vivo”, prende il via ufficialmente la campagna nazionale di comunicazione partecipativa “Sud Vivo”, promossa dalla Fondazione con il Sud con l’obiettivo di costruire una nuova narrazione pubblica sul tema dello spopolamento, valorizzando le azioni già in atto per la rigenerazione demografica, sociale, culturale ed economica del Sud e la necessaria collaborazione pubblico-privato sociale. L’intento è passare dal racconto della rassegnazione a quello della possibilità, facendo emergere e mettendo in rete esperienze, proposte e iniziative capaci di contribuire, anche in modo parziale ma concreto, al contrasto del fenomeno. La campagna è aperta a tutti, invitando istituzioni, imprese, scuole, terzo settore ad aderire e a cittadini e giovani a raccontare “storie collettive” legate al nascere, restare, tornare, arrivare al Sud. (www.sudvivo.it)
La selezione dei comuni candidati è stata avviata partendo dai dati pubblici disponibili, elaborati nell’ambito della collaborazione della Fondazione con il Sud con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli. Nello specifico, il dataset di partenza comprende i 7.894 comuni italiani ed è costruito a partire da fonti ufficiali eterogenee (ISTAT, RUNTS, Ministero dell’Interno, Centri d’Italia, AGCOM). L’unione delle diverse fonti è il codice ISTAT a 6 cifre del comune (procom_6).
Tutti gli indicatori considerati mirano a individuare i comuni che hanno registrato un miglioramento. L’obiettivo non è stato quello di rilevare una condizione statica, ma la ‘direzione’ del cambiamento nel tempo, con riferimento a un anno base comune (il 2019, anno pre-pandemia), considerato punto di partenza del percorso di trasformazione. Sono stati innanzitutto selezionati i comuni tra i 1000 e i 20.000 abitanti che non perdono popolazione, e che aumentano la popolazione 0-4 anni. Sono stati poi selezionati tutti i comuni con scostamento dalle medie positivo su ognuna delle variabili dell’area tematica e, tra questi, sono stati selezionati i soli comuni classificati come Intermedio, Periferico o Ultra-periferico secondo la Classificazione delle Aree Interne 2021–2027. Successivamente, è stata avviata una valutazione di tipo qualitativo attraverso la ricerca di contenuti e notizie sul web e all’interno dei database per la rassegna stampa.
“L’iniziativa promossa da Fondazione con il Sud rappresenta un segnale importante: riconosce e valorizza quei piccoli comuni che, nonostante difficoltà strutturali, stanno invertendo il trend dello spopolamento – ha commentato la Vice presidente di Anci Marialuisa Forte, sindaca di Campobasso. Parliamo di territori che affrontano sfide profonde — dallo svuotamento demografico all’invecchiamento della popolazione, dalla fragilità economica alla riduzione dei servizi essenziali. Sfide che nessuna amministrazione locale può sostenere da sola, soprattutto quando dispone di risorse limitate e personale insufficiente. Lo spopolamento non è solo un dato statistico: è un processo che indebolisce la capacità di una comunità di generare relazioni, iniziative economiche, servizi, opportunità. Per questo la società civile organizzata — associazioni, cooperative, volontariato, parrocchie, fondazioni, realtà culturali — è una risorsa decisiva. Conosce i territori, intercetta bisogni che spesso sfuggono alle istituzioni, mobilita energie e competenze. Collaborare è fondamentale per almeno due ragioni: perché la società civile sa leggere i bisogni emergenti con grande rapidità e perché, senza un’alleanza stabile tra pubblico e privato sociale, nessuna strategia di rigenerazione può durare nel tempo. Ma per collaborare servono fiducia, strumenti adeguati, organizzazioni solide e la capacità di misurare i risultati. Quando si dimostra che un progetto condiviso produce benefici concreti — servizi migliori, più partecipazione, nuovi posti di lavoro, recupero di spazi abbandonati — allora quella collaborazione diventa strutturale. Nelle aree interne del Sud questa alleanza può essere una leva decisiva contro il declino demografico e sociale. Non basta la buona volontà: servono visione, continuità e un impegno comune. Solo così la cooperazione può trasformarsi da episodio a infrastruttura stabile di governo locale, capace di generare futuro per le nostre comunità.”
“Lo spopolamento riguarda tutto il Paese, ma è particolarmente significativo al Sud. Non solo aree interne, ma anche città e luoghi costieri – ha sottolineato il Presidente della Fondazione con il Sud Stefano Consiglio. I numeri parlano chiaro: dal 2001 abbiamo perso 730 mila persone. Entro il 2080, rischiamo di essere 8 milioni in meno. Non perdiamo solo numeri, perdiamo laureati, energia, creatività e legami sociali. Davanti a questo scenario segnato da denatalità, emigrazione e invecchiamento, abbiamo due strade: rassegnarci a un declino che sembra scritto o unire le forze per cambiare rotta. Non esistono ricette magiche e non c’è una soluzione unica, ma occorre lavorare su tutte le dimensioni della rigenerazione per rendere il Sud, e l’Italia, un luogo dove sia possibile immaginare un futuro. Ma occorre una visione nuova e condivisa, una forte reazione contraria alla rassegnazione, non possiamo lasciare i sindaci da soli, adulti, anziani e giovani senza alcuna prospettiva credibile. Nessuno si salva da solo. La campagna Sud Vivo nasce anche per questo: abbattere il muro della solitudine e creare alleanze, non solo al Sud ma soprattutto “con” il Sud, agendo nell’ottica della coesione nazionale. La collaborazione con Anci va in questa direzione e il Premio Comune Vivo è un segnale di fiducia e incoraggiamento. Attraverso la campagna partecipativa vogliamo condividere e promuovere le storie di chi sta già reagendo”.
L’indagine Fondazione con il Sud – Demopolis (Il futuro di chi?) presentata lo scorso anno, evidenzia come il 60% degli italiani ritiene lo spopolamento una priorità assoluta. Al Sud lo pensano quasi 7 cittadini su 10 e il 64% degli italiani ritiene che la collaborazione fra il Pubblico e il Terzo Settore migliora la gestione dei beni o lo sviluppo dei territori. Ed è stato proprio questo il filo rosso che ha legato le esperienze condivise durante l’incontro al Forum PA nate grazie al sostegno della Fondazione con il Sud e alla collaborazione con i Comuni e illustrate da Donatella Monteverdi, Assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro, Cristina Alga, Direttrice dell’Ecomuseo Mare memoria viva di Palermo ed Alessia Zabatino, esperta di sviluppo locale che collabora con la Fondazione con il Sud sul bando “Riabitare il Sud”. Attraverso questo bando sperimentale la Fondazione ha spronato i piccoli comuni e il terzo settore a collaborare e progettare insieme prospettive concrete di sviluppo locale, coinvolgendo 260 piccoli comuni e 200 enti di terzo settore e dando il via poche settimane fa a quattro co-progettazioni in altrettanti territori meridionali.
IL PREMIO
La prima edizione del Premio “Comune Vivo” ha decretato 4 premiati: un comune del Nord, uno del Centro e uno del Sud, a cui si aggiunge il premio con menzione speciale “Comune Vivo con il fiocco” .
Di seguito, i riconoscimenti del Premio.
PREMIO COMUNE VIVO (NORD)
Il premio va a Portomaggiore, comune di circa 12 mila abitanti in provincia di Ferrara. Il comune, da diversi decenni interessato dal fenomeno dello spopolamento, registra comunque dei segnali incoraggianti e uno scostamento positivo anche nelle nascite (Popolazione +3,2%; Popolazione 0-4 +6,0%). Portomaggiore, oltra alla presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione, è interessato da iniziative di sviluppo locale, politiche di welfare territoriale e iniziative culturali e di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza.
PREMIO COMUNE VIVO (CENTRO)
Il premio va a Collevecchio, comune “periferico” di circa 1.500 abitanti in provincia di Rieti. Le serie storiche mostrano una tendenza all’invecchiamento, con un indice di vecchiaia che ha segnato un incremento negli ultimi decenni e una riduzione dell’incidenza della popolazione giovane. Dal 2019, anno base del Premio, si segnala uno scostamento positivo della popolazione residente e in particolare per i nuovi nati (Popolazione +5,0%; Popolazione 0-4 +83,4%). Oltre alla presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione, il Comune è interessato da progetti di riqualificazione urbana e valorizzazione territoriale, in particolare volte a rendere il borgo un “campus diffuso”, offrendo alloggi a basso costo per studenti universitari e lavoratori in smart working.
PREMIO COMUNE VIVO (SUD)
Il premio va a Santa Maria del Cedro, comune di poco più di 5.200 abitanti in provincia di Cosenza, con un significativo scostamento positivo della popolazione e in particolare per le nuove nascite (Popolazione +1,4%; Popolazione 0-4 +7,7%; Popolazione straniera 4,9%), con presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione. Il Comune si caratterizza per la valorizzazione delle eccellenze agricole, con particolare riferimento alla filiera del Cedro DOP (Cedro di Santa Maria del Cedro), e turistiche: nel 2026 ha ottenuto la Bandiera Blu per il sesto anno consecutivo e risulta essere un attrattore per i grandi eventi. Nonostante la tendenza allo spopolamento, Santa Maria del Cedro è al secondo posto tra i comuni italiani più ricercati dagli acquirenti esteri (classifica 2025 di Gate-away.com, portale immobiliare per gli investitori stranieri che cercano casa in Italia). Il Comune ha ottenuto un finanziamento tramite il PNRR (Missione 4) per la costruzione o l’ampliamento di un asilo nido volto a migliorare l’offerta educativa per le famiglie del territorio.
PREMIO COMUNE VIVO CON IL FIOCCO
Il premio va a Castiadas, in provincia di Cagliari, comune classificato come periferico con una popolazione di poco superiore ai 1.700 abitanti, un alto tasso di case non occupate permanentemente (circa il 59%), ma con uno scostamento positivo per la popolazione 0-4 anni (Scostamento +3,6%).
Tra le misure pubbliche a favore dei comuni della Sardegna sotto i 5 mila abitanti, figura il sostegno alla natalità (per l’annualità 2026, un assegno mensile di 600€ per il primo figlio e 400€ per il secondo figlio, fino al compimento del quinto anno di età). Sul territorio si registrano investimenti per il miglioramento della qualità della vita e sul turismo, e una presenza di nuclei stranieri e in particolare provenienti dall’Africa. La locale squadra di calcio, il Castiadas Calcio, ha fatto parlare di sé per il suo carattere multietnico, accogliendo giocatori senegalesi e di altre nazionalità.


