Amorù, per contrastare la violenza sulle donne

PALERMO - 11 gennaio 2018

Da Flickr, foto di Philippe Leroyer, Stencil, Licenza Creative Commons (CC BY-NC-ND 2.0)
Da Flickr, foto di Philippe Leroyer, Stencil, Licenza Creative Commons (CC BY-NC-ND 2.0)

Il fulcro dell’iniziativa  sarà la costituzione di una casa protetta, che accoglierà donne vittime di violenza insieme ai loro bambini. Sarà avviata una cooperativa sociale che le vedrà protagoniste nella gestione di un mandarineto e nella vendita di prodotti agricoli attraverso l’e-commerce. Un cambiamento significativo, che le porterà ad acquisire competenze e autonomia.

Palermo – È un percorso che parte dal primo contatto per giungere alla realizzazione di aspettative e sogni infranti. In tutto 2.000 le donne e 100 i minori con i quali il progetto “AMORU’” si interfaccerà nel corso dei prossimi 3 anni, grazie al sostegno economico della Fondazione CON IL SUD nell’ambito del “Bando Donne”, per il contrasto della violenza di genere. Capofila di una ricca rete di realtà che operano concretamente sul territorio (A.S.D. Indiscipline, AIDIM Palermo, associazione “Benessere Lab”, Associazione Diritti Umani Contro Tutte Le Violenze “Co.Tu.Le Vi.”, Centro Studi Pio La Torre ONLUS, Consorzio Arca, Cooperativa Sociale “Sambaia”, cooperativa sociale “Migma”, associazione “Simegen” e le sezioni FIDAPA di Villabate, Altavilla Milicia e Bagheria) e la LIFE AND LIFE, organizzazione umanitaria internazionale, la cui sede in un bene confiscato alla mafia potrebbe servire per uno dei 3 sportelli previsti.

Un progetto nato dalla considerazione che in molti comuni della provincia di Palermo sono ancora veramente pochi i luoghi fisici deputati ad accogliere le richieste di aiuto di donne e bambini in fuga da un vissuto quotidiano di violenza.

Grazie alla nascente “Rete metropolitana Antiviolenza”, si potrà innanzitutto sensibilizzare la popolazione locale sul fenomeno della violenza attraverso percorsi di affettività e assertività. Si faranno anche incontri tematici nelle scuole, a partire da quella dell’infanzia, per dare modo alle nuove generazioni di comprendere che rispettare se stessi e gli altri costituisce il sicuro antidoto a qualunque forma di discriminazione.

Tre, poi, gli sportelli e una casa protetta, che prenderanno in carico le donne e i loro piccoli per dare loro calore e sostegno. Subito dopo partiranno delle azioni di auto-imprenditorialità pensate per rendere le donne autonome e capaci di sostenersi economicamente nel tempo. Questo perché, quando decidono di abbandonare il tetto coniugale a causa delle violenze subite, essendosi sempre e solo occupate della famiglia, non hanno alcun tipo di sostentamento. Ecco, quindi, nascere l’idea di una cooperativa sociale che andrà a gestire un mandarineto in un terreno di Ciaculli, territorio ad alta densità mafiosa. Grazie alla nascita di “orti sociali” si potrà svolgere attività di green e pet-therapy, rappresentando per quante vivranno nella casa protetta un’occasione di crescita umana in grado di facilitare lo sviluppo del loro percorso di autonomia economica.

Fondamentale, quindi, sarà la piattaforma di e-commerce e l’App che verranno sviluppate per la vendita dei prodotti agricoli non solo in Sicilia ma ovunque lo spirito di AMORU’ riuscirà ad arrivare. A dare una base scientifica a tutto questo percorso sarà, infine, la ricerca-azione che indagherà sull’emersione del fenomeno della violenza, colmando un vuoto di dati nella provincia su cui ricade il progetto. Lavoro che coinvolgerà tanti soggetti, dando modo anche a chi sta a guardare di capire e sollecitarlo a fare la propria parte.  Piccola o grande che sia.

Gilda Sciortino, responsabile comunicazione progetto “Amorù”

(Articolo presente nella newsletter cartacea della Fondazione, disponibile qui>>)

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