Combattere il caporalato, si può fare!

ROSARNO (RC) - 19 Gennaio 2018

A Rosarno, cittadina calabrese di circa sedicimila abitanti, nella notte del 6 gennaio 2010 due giovani rampolli della ‘ndrangheta si “divertono” a tirare con un fucile ad aria compressa su tre immigrati ferendone uno in modo grave. Sono migliaia qui i braccianti africani che lavorano negli agrumeti, spesso vittime di aggressioni e provocazioni, costretti a chinare la testa davanti a soprusi di ogni genere. Ma questa volta no.

Reagiscono e in centinaia si dirigono verso il centro di Rosarno, partendo dai campi dove lavorano e dai rifugi indegni dove trovano riparo. Stufi di essere trattati come bestie, di sottostare a forme arcaiche di caporalato e sfruttamento, disperati dalle aggressioni, scatenano una vera e propria rivolta che solo l’intervento della polizia riesce a sedare dopo diverse cariche e violenti scontri. La cronaca nazionale ricorda così “La rivolta di Rosarno”.

In questo contesto, a luglio 2015, si è avviato il progetto Mestieri Legali, con l’obiettivo principale di avviare percorsi di inserimento socio lavorativo per i migranti che vivono a Rosarno, attraverso la realizzazione di un Parco della Biodiversità su un bene confiscato nella cittadina – assegnato al Consorzio Macramè – dove i migranti possano essere coinvolti sin dalle fasi di allestimento e fino alla promozione dell’attività e gestione del parco. Mestieri Legali è sostenuto da un partenariato tra pubblico, privato e Terzo settore.

“Tutta l’area del Parco è stata ripensata e riprogettata grazie al contributo della Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, con un design innovativo e che è stato protagonista, nella primavera scorsa, di una mostra pubblica sui beni confiscati allestita presso l’Urban Center di Reggio Calabria”, racconta Gildo De Stefano, Responsabile area progetti Consorzio Macramè. “I rendering progettuali hanno guidato i lavori di manutenzione del terreno propedeutici alla realizzazione del Parco, inserendo al lavoro, in momenti diversi e a conclusione di un percorso di selezione cui hanno preso parte 17 candidati, 2 lavoratori migranti”.

Il progetto offre anche altre opportunità agli immigrati che vivono nella zona, oltre a quelle lavorative, come i corsi per imparare l’italiano e non mancano le attività aperte a chi desidera fare volontariato, come i campi di lavoro a cui, per due estati consecutive, hanno partecipato 80 giovani provenienti da tutta Italia.

Purtroppo la strada non è sempre facile e non sono mancati gli imprevisti: nel novembre 2015 un’alluvione ha allagato il terreno ed ha impedito di potervi accedere per diversi mesi. Così come non sono mancate le difficoltà “ambientali” che, da sempre, caratterizzano un territorio complesso come quello rosarnese.

Difficoltà che comunque non fermano la determinazione di chi lavora al progetto, che sta già pensando alle prossime iniziative, come la produzione di agrumi e altri frutti da connettere ad attività di accoglienza per i fruitori del Parco. E’ prevista, inoltre, l’installazione di alcuni impianti sperimentali di lombricoltura per produrre compost per uso agricolo, riciclando gli scarti erbosi e legnosi provenienti dallo stesso terreno ma anche una piccola parte dei rifiuti organici dei comuni limitrofi. Le attività da svolgere prenderanno vita sotto forma di laboratori condotti da esperti che accompagneranno i migranti alla completa autonomia. “Stiamo lavorando affinché l’idea progettuale sia sostenibile nel tempo e possa camminare sulle proprie gambe e ciò sarà possibile anche grazie ai canali di collaborazione che stiamo costruendo con altre associazioni e cooperative locali che già da tempo seguono i migranti nelle attività agricole”, ha spiegato De Stefano. “Saranno loro i protagonisti della gestione del Parco: una vera e propria Comunitas della biodiversità dove i fratelli africani speriamo possano ritrovare un pezzo di dignità, all’insegna dei diritti e della giustizia sociale”.

“Mestieri Legali” è sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD e promosso dal Consorzio Macramè in collaborazione con Alba multiservizi, Arci Reggio Calabria, Circolo Legambiente Reggio Calabria, Comune di Laureana di Borrello, Comune di Rosarno, Future Green Srl, Associazione interculturale Omnia.

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(Articolo presente nella newsletter cartacea della Fondazione, disponibile qui>>)

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