Dallo sfruttamento al riscatto

CATANZARO - 20 marzo 2017

Storie che partono da lontano – Nigeria, Gambia, Niger, Costa D’Avorio, Bulgaria, Marocco – e continuano nel nostro Paese. Sono quelle raccontate dal progetto BUS, un acronimo che sta per “Buone Uscite dallo Sfruttamento” e che scritto per intero esplicita chiaramente un obiettivo: stare dalla parte di chi ogni giorno combatte contro la violenza in ambito lavorativo e sessuale.

Tra le storie di BUS c’è quella di Mohammed, il quale fugge dal suo “padrone” che lo fa lavorare 24 ore su 24 come pastore nelle montagne del catanzarese. Giorno e notte al gelo di una roulotte senza servizi igienici e come fonte di acqua potabile solo una fontanella che sgorga dalla montagna. Mohammed trova il coraggio di lasciare il proprio sfruttatore solo perché, dopo essersi gravemente ferito sul luogo di lavoro, non riesce più a portare avanti le mansioni, ovviamente è stato immediatamente sostituito. Gli operatori del servizio psicologico e del servizio legale di BUS lo hanno aiutato a trovare una nuova strada: ha lasciato l’Italia e una vita che lui stesso ha definito “senza dignità”, proseguendo per il Nord Europa.

Sono centinaia le persone come Mohammed che il progetto ha avuto modo di incontrare; giovani e adulti vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo e sessuale. Ma anche bambini, costretti all’accattonaggio per le strade delle città calabresi. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di minori stranieri non accompagnati o appartenenti a minoranze etniche. Senza un’adeguata rete sociale sono totalmente indifesi di fronte alle pressioni degli adulti.

Oltre ai servizi di sostegno psicologico e legale, il progetto offre punti ristoro; un sistema sanitario per donne vittime di tratta; un “banco farmaci” per la consegna di medicinali senza obbligo di prescrizione medica.

Inoltre, 6 giovani tra i 20 e i 35 anni di diversa nazionalità (senegalese, ghanese, ivoriana, Guinea Bissau, nigerina) hanno svolto con entusiasmo un tirocinio formativo in alcune aziende locali – autocarrozzeria, panificio, tipografia, azienda agricola, supermercato, azienda di concimi per animali –  integrandosi perfettamente nell’ambiente di lavoro. E’ stata anche avviata una campagna di crowdfunding sul web, con l’obiettivo di finanziare tre borse lavoro destinate a vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo.

Il progetto è sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD e promosso in tutte le province calabresi dall’Associazione Comunità progetto Sud in partnership con associazioni e organizzazioni locali.

(Articolo presente nella newsletter cartacea della Fondazione, disponibile qui>>)

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