Dulcis in fundo. Il buono del lavoro

CASAL DI PRINCIPE (CE) - 3 maggio 2018

Dulcis in fundo, un ragazzo a lavoro nella cioccolateria
Dulcis in fundo, un ragazzo a lavoro nella cioccolateria

Da un progetto sostenuto dalla Fondazione nel 2011, è nata una cioccolateria sociale all’interno di un bene confiscato alla camorra. Una doppia forma di riscatto e libertà, dalla criminalità organizzata attraverso la legalità e dalla emarginazione della disabilità attraverso il lavoro. I ragazzi della cooperativa Davar lanciano ora un appello affinché la loro possa essere completamente una storia a lieto fine.

La Cooperativa Sociale DAVAR nasce nel 2002 e prende vita grazie all’incontro di ragazzi ed adulti dell’Azione Cattolica praticata nella Parrocchia San Nicola di Bari, la chiesa di Don Peppe Diana a Casal di Principe. I soci svantaggiati della Cooperativa, approcciandosi al mondo del lavoro, sono stati spesso vittime di discriminazioni sociali e di conseguenza emarginati in quanto affetti da disabilità, fisiche o psichiche. Oltre alla criticità del vivere con una disabilità, le condizioni socio-culturali in terra di camorra hanno indotto nei nostri soci un senso di forte frustrazione, disagio e solitudine in quanto pur essendo adulti con una forte motivazione e grandi risorse spendibili nel mondo del lavoro, hanno avuto grosse difficoltà a trovare un impiego.

L’obiettivo di impegnarsi nella ideazione e realizzazione di progetti di impresa a sfondo sociale è nato così, grazie al desiderio di rivalsa, dalla passione e dal bisogno di autorealizzazione dei soci svantaggiati. Uno dei progetti più significativi, realizzati dalla Cooperativa è senza dubbio il laboratorio di cioccolateria sociale “Dulcis in fundo” situato in un bene confiscato e liberato alla camorra, in via De Gasperi 1 a Casal di Principe, affidato a Davar nel 2011, con un bando pubblico promosso da Agrorinasce e i lavori di ristrutturazione sono poi stati finanziati dalla Regione Campania, mentre la Fondazione CON IL SUD, nell’ambito del progetto “La RES“, ha provveduto al cofinanziamento delle attrezzature. Purtroppo, le lungaggini della burocrazia hanno impedito ai membri della Cooperativa di dare avvio alla loro attività di produzione che ha avuto inizio solo nel 2015. Nel bene confiscato oggi si respira aria nuova e soprattutto odore di buono!

Indescrivibile è non solo la bontà dei prodotti realizzati con cioccolato puro e con grande cura nel confezionamento, ma buona è la capacità di crescita, di produzione e di socializzazione dei soci svantaggiati. Ognuno con la propria patologia, mette al servizio degli altri la propria risorsa, donando il meglio di sé nell’ottica della cooperazione!

La Cioccolateria Sociale “Dulcis in Fundo” è dunque un luogo di formazione, produzione ma anche di socializzazione e di svago dove si rispettano innanzitutto i tempi degli utenti, i quali hanno appreso le tecniche di lavorazione del cioccolato seguendo un corso di tre mesi con un maestro cioccolataio. Inoltre, seguendo il principio della Cucina Terapeutica, il cioccolato stimola l’uso dei sensi, facendo sentire gli utenti vivi e partecipi a pieno di questo progetto, i quali lavorano con grande impegno e sperimentano anche la possibilità di lavorare in equipe, di avere una routine stabile e di costruire relazioni paritarie con i colleghi, traendo molteplici benefici sul piano psicofisico.

Le difficoltà però non mancano, infatti, nonostante le molteplici conquiste, manca ai sei ragazzi che lavorano in cioccolateria, una stabilità, un regolare contratto ed una paga degna del loro lavoro, attualmente percepiscono solo un rimborso spese. Mantenere attiva la produzione è sempre più difficile, abbiamo bisogno di collaborare con aziende in maniera continuativa per poter offrire stabilità a questi ragazzi, per non deludere le loro e le nostre aspettative.

Braccia, mani, testa, cuore e cooperazione, questi gli ingredienti che rendono i nostri prodotti veramente speciali.

Chiara M. Arrichiello, Psicologa Cooperativa Davar

www.dulcisinfundo.eu

Articolo presente nella newsletter cartacea della Fondazione, disponibile qui.

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