Futuro Exmè

CAGLIARI - 23 Luglio 2018

L'esterno del centro Exmé, Cagliari
L'esterno del centro Exmé, Cagliari

Un ex mercato ed ex luogo di spaccio nella periferia di Cagliari rivive grazie al progetto “Futuro Exmè”, promosso dalla Fondazione Domus De Luna e sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD, offrendo un futuro migliore a centinaia di ragazzi. 

Le vie del quartiere di Santa Teresa a Pirri, nella periferia di Cagliari, sono strette e silenziose. Grandi palazzi di cemento dell’edilizia popolare si intervallano a piccole case in cui vivono insieme generazioni di famiglie. Al centro di questo labirinto di strade appare una grande struttura: luminosa, colorata e animata da voci di bambini che giocano, musica di band di ragazzi che provano gli accordi della loro nuova canzone, balli caratteristici sardi, senegalesi e di ogni parte del mondo.

Quando per la prima volta siamo entrati in questo edificio, quasi 10 anni fa, non rimanevano che i muri sporchi e rotti di quello che prima era stato il Mercato Rionale, poi la sede di spaccio e traffici illeciti.

Abbiamo deciso di ridare vita a questo posto dimenticato, come dimenticati erano i ragazzi e le famiglie che vivevano nella zona. Il suo nome, ExMè, significa proprio questo: il luogo dell’ex-mercato ma anche il posto da dove si rinizia, dove si saluta l’ex-me, quello di una vita passata a cui dire addio, per ripartire e riappropriarsi della costruzione del proprio futuro.

Nel centro aggregativo Exmè, ad un anno dall’avvio del progetto “Futuro Exmè”, abbiamo accolto oltre 700 ragazzi: chi ama la musica e frequenta corsi di canto, batteria, rap, chi ama esprimere sé stesso attraverso la danza o lo sport, chi ha bisogno di un aiuto per svolgere i compiti scolastici, chi semplicemente di entrare in un luogo accogliente, sicuro e dove può raccontare di sé e conoscere nuovi amici.

Amici del quartiere o che arrivano da lontano, come i writer nazionali e internazionali che ogni anno si sfidano in un Art Festival che fa rivivere spazi urbani lasciati nell’incuria e riveste di nuovo i muri dell’Exmè, trasformandolo in una galleria d’arte unica al mondo.

Amici pronti a offrire un aiuto concreto a chi ha necessità materiali, come vestiti, giochi, passeggini donati e scambiati nel punto di raccolta che chiamiamo la “Non Bottega” di Nonna Tina, abitante storica del quartiere che nel cortile dell’Exmè organizza il ritiro e la distribuzione di vestiario e attrezzature per chi più ne ha bisogno.

Lo spazio è grande, i progetti e la voglia di fare pure. Se l’estate è la stagione delle vacanze, per noi è il periodo in cui le nostre porte si spalancano ancora di più: le scuole chiudono e i bambini e i ragazzi dell’intero quartiere arrivano nel nostro Campus Estivo con piscine gonfiabili, giochi, sostegno allo studio. È aperto a tutti e tutto gratis, come piace a noi. L’anno scorso abbiamo accolto oltre 80 bambini e ragazzi, quest’anno gli iscritti sono già più di 100: sono tanti, ma ce la faremo, anche con l’aiuto dei ragazzi del progetto alternanza scuola-lavoro, con cui costruiamo azioni di peer education, di aiuto reciproco tra ragazzi della stessa età che parlano lo stesso linguaggio e affrontano lo stesso momento di crescita.

Ci dicono che l’Exmè sembra un’oasi che dà vita al quartiere; a noi piace invece pensarlo come il punto di raccolta della vitalità e voglia di fare che attendono di emergere, della determinazione e della spinta al riscatto che leggiamo sui volti dei nostri ragazzi, del futuro da scrivere, con entusiasmo ma anche qualche difficoltà, insieme.

Alessia Gilardo, Responsabile Comunicazione della Fondazione Domus De Luna

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Articolo presente nella newsletter cartacea della Fondazione, disponibile in formato digitale qui

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