SÌ-SOCIAL IMPACT, il fondo per le imprese che investono sul sociale

ROMA - 4 giugno 2018

Money, foto di nattanan23 da pixabay.com
Money, foto di nattanan23 da pixabay.com

A pochi giorni dalla presentazione delle proposte legislative della Commissione UE per l’attuazione del Piano d’azione sulla Finanza sostenibile, Sefea Impact SGR ad oggi unica SGR in Italia a gestire fondi chiusi riservati con una strategia esclusivamente di impatto sociale – ha lanciato “Sì-Social Impact”: il suo primo fondo di investimento, in cui cioè i capitali privati possono contribuire a creare impatti sociali positivi, concreti e misurabili, su persone, ambiente e comunità, oltre che generare rendimenti economici.

Primo sostenitore del progetto, con 10 milioni del proprio patrimonio, la Fondazione CON IL SUD. «La Fondazione ha promosso la costituzione del Fondo  “Sì-Social Impact”, investendo in esso dieci milioni del proprio patrimonio – spiega Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione CON IL SUD –. Riteniamo indispensabile che si avviino concrete sperimentazioni in materia di investimenti a impatto sociale e che molte esperienze di impresa sociale, anche sostenute dalla Fondazione, possano utilizzare strumenti finanziari adeguati».

Promossa da Sefea suo socio fondatore e socio di Febea, Federazione Europea che riunisce le principali istituzioni finanziarie europee impegnate nel sostegno dell’economia sociale e solidale, e dalla Fondazione di Comunità di Messina, Sefea Impact SGR si propone come catalizzatore di nuove risorse finanziarie indirizzate alle imprese a vocazione sociale e/o ambientale, in un contesto di significativa evoluzione del settore e, più in generale, in un momento di importante sviluppo del mercato degli investimenti responsabili.

«Con “Sì-Social Impact” arriva finalmente lo strumento che fa incontrare domanda e offerta su questo specifico segmento di investimenti, e insieme risponde alle indicazioni europee di sostegno e sviluppo della finanza sostenibile – commenta Fabio Salviato, presidente e AD di Sefea Impact SGR. C’è un mercato potenziale di 30 miliardi di investimenti socialmente orientati per i quali non esisteva ancora uno strumento dedicato».

Riservato ad investitori istituzionali, “Sì-Social Impact” intende raggiungere una raccolta di 55 milioni di euro, attraverso una campagna di sensibilizzazione dell’ampia platea di potenziali investitori attenti alle tematiche dell’impact investing.

A quali imprese intende rivolgersi in Italia? Alle imprese sociali ex lege, ivi comprese le cooperative sociali e loro consorzi, e altre società cooperative e di capitali che sono mosse nella loro attività economica da obiettivi di impatto sociale e/o ambientale. L’obiettivo di “Sì-Social Impact” è, dunque, lo sviluppo di un settore di imprese capaci di fornire, in maniera sostenibile nel lungo termine, risposte adeguate ai bisogni delle persone, della società e dell’ambiente, generando un impatto sociale positivo misurabile. In questo modo il Fondo intende diventare anche un laboratorio di imprenditorialità sociale, in grado di di selezionare, potenziare e mettere a modello sistemi di produzione di beni e servizi con una valenza sociale e ambientale. 

 

Qualche numero sul contesto e sul mercato potenziale

In Europa la più recente mappatura del mercato SRI è stata pubblicata da EUROSIF nel 2016[1]: la dimensione dell’intero mercato SRI viene valutata pari a 21 trilioni € nel 2015, oltre 4 trilioni in più rispetto al valore del 2013. L’impact investing detiene la quota più piccola, pari a quasi 100 miliardi €, ma presenta il tasso di crescita più marcato (+ 385% rispetto al 2013).

Le prospettive future a livello europeo sono sicuramente promettenti. La Commissione Europea ha creato a fine 2016 l’EU High-Level Group on Sustainable Finance (HLEG), incaricato di produrre una roadmap per lo sviluppo della finanza sostenibile con raccomandazioni concrete per la Commissione Europea.

Il Rapporto dell’HLEG è stato pubblicato a gennaio 2018[2], e nell’introduzione si afferma che “La finanza sostenibile offre all’Europa uno strumento potente per raggiungere i propri obiettivi di prosperità economica, inclusione sociale e rigenerazione ambientale. Dopo la crisi finanziaria e del debito sovrano, la finanza sostenibile offre un’opportunità unica per l’UE di riorientare il proprio sistema finanziario dalla stabilizzazione a breve termine all’impatto a lungo termine.”, e ancora “La finanza sostenibile non è più un fenomeno secondario. Piuttosto, è lo strumento con cui le istituzioni finanziarie europee diventeranno più resilienti, le imprese europee avranno accesso a un capitale più economico e più paziente, e i cittadini europei vedranno i loro valori di sostenibilità espressi nelle loro scelte finanziarie”.

[1] EUROSIF (2016) “European SRI Study”

[2] High-Level Expert Group on Sustainable Finance (2018) “Final Report 2018”

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