Un futuro per i nostri ragazzi

PALERMO - 5 Settembre 2016

Mancanza di attenzione e risorse, decine di centri aggregativi giovanili che chiudono a Palermo. Un piccolo esempio del valore sociale, culturale ed economico del contrasto alla devianza e alla dispersione scolastica nella storia di due ragazzi del Centro Tau. E la sperimentazione in corso nel capoluogo siciliano, dove otto progetti sostenuti dalla Fondazione fanno rete per una proposta condivisa.

Palermo_ La Zisa come la Sanità a Napoli. Sono tra i tanti quartieri del nostro Sud noti quasi esclusivamente per i fatti di cronaca, per la criminalità e il disagio sociale, per la povertà. E per i giovani che si “perdono”. La criminalità li “attira” nei suoi circuiti, le strade diventano la loro vera casa. Ma in un quadro così preoccupante esistono storie di riscatto, di impegno civile, che mostrano l’altra faccia di questi quartieri, quella piena di coraggio, speranza, fiducia, costanza.

Nel 2010 i ragazzi della Zisa e della Sanità, dove il fenomeno della dispersione scolastica è particolarmente diffuso, furono coinvolti nel progetto “Restare in gioco”, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD e da Enel Cuore con il Bando Educazione dei Giovani. Un ponte tra le due città, per dimostrare che un futuro diverso per tanti giovani è possibile anche lì. A Palermo l’iniziativa ha coinvolto il Centro di aggregazione giovanile Tau che, in questi anni, è divenuto un punto di riferimento per i ragazzi della Zisa. Laboratori di orientamento scolastico e professionale, formazione lavorativa, attività sportive, laboratori di teatro, musica, danza, doposcuola, sono solo alcune delle iniziative che ogni giorno impegnano i giovani. Tra questi ci sono Clara e Totore che frequentano il Centro da più di 15 anni e che adesso hanno conseguito il diploma. Un traguardo che testimonia l’importanza di centri come il Tau, che purtroppo ogni anno rischiano la chiusura. Le risorse che la legge 285/97 prevede per il loro rafforzamento, infatti, sono state “ferme” per diversi anni e, nella sola Palermo, sono una ventina i centri di aggregazione costretti a chiudere. Quale prezzo si paga in questo modo? Quello più alto, il futuro dei giovani che rischiano di non avere scelta se non quella che li “consegna” ai circuiti dell’illegalità.

Nasce così l’esigenza, diventata negli ultimi anni ancora più urgente, di trovare soluzioni alternative. Sono nati percorsi di collaborazione tra associazioni, e tra queste e le “agenzie” educative (scuola, servizi, ecc.) in una logica che “mette in rete” pubblico, privato sociale e cittadini per costruire una “comunità educante”. Una responsabilità condivisa verso le giovani generazioni che, per 8 iniziative di contrasto alla dispersione scolastica sostenute nel 2013 dalla Fondazione CON IL SUD a Palermo, si è tradotta in un vero esperimento di innovazione sociale. I progetti, che hanno coinvolto diverse zone della città, hanno dato vita ad una collaborazione che parte dalle esperienze fatte e dai successi raggiunti singolarmente e che coinvolge le organizzazioni palermitane che lavorano ogni giorno per e con i giovani, con l’obiettivo di individuare un modello operativo unitario e di affiancare le scuole ai centri di aggregazione come presidi territoriali per la lotta alla dispersione.

Il 29 settembre a Firenze – nel corso di una delle tappe della manifestazione “Un futuro mai visto” promossa dalla Fondazione in occasione del suo decimo compleanno –  la rete degli 8 progetti presenterà il proprio “programma di lavoro” e racconterà la propria esperienza.

Un percorso lento che richiede fatica e tenacia ma che, come dimostrano Clara e Totore, può dare ottimi risultati ed è indispensabile per permettere ai nostri giovani di costruire il futuro a cui hanno diritto.

(Articolo pubblicato sulla newsletter cartacea della Fondazione, disponibile qui>> )

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