Una proposta contro la devianza minorile

ROMA - 10 luglio 2018

Da Flickr.com, Naples 2007, foto di David Evers, Licenza Creative Commons (CC BY 2.0)
Da Flickr.com, Naples 2007, foto di David Evers, Licenza Creative Commons (CC BY 2.0)

Tanti, ormai troppi, i casi di cronaca che vedono protagonisti giovani, spesso minorenni, vittime di agressioni da parte di altri coetani. Ogni volta seguono denunce e condanne, mentre i media danno spazio a interpretazioni sociologiche più o meno condivisibili. Raramente si va oltre la retorica o la richiesta di maggiore repressione.

Il fenomeno della devianza e della criminalità giovanile non può essere affrontato solo con un presidio più serrato delle forze dell’ordine e con pene più severe. Al contrario, proposte che prevedono tempi di attuazione molto lunghi rischiano invece di deresponsabilizzare le comunità locali nel presente. Forte della sua esperienza sul campo e conti alla mano, la Fondazione CON IL SUD propone un modello alternativo concreto, sostenibile, immediatamente praticabile e con risultati lungimiranti: i centri di aggregazione giovanile. La proposta (disponibile in fondo alla pagina) è stata presentata lo scorso 18 giugno a Napoli, nel corso di un incontro con la partecipazione del presidente della Camera Roberto Fico; il presidente della Fondazione CON IL SUD Carlo Borgomeo; la presidente dell’associazione Artur e docente alla Parthenope Maria Luisa Iavarone, madre di Arturo; l’attore Salvatore Sasà Striano e con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato l’assessore regionale alla Sicurezza urbana Franco Roberti; l’assessore all’Istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri; il rettore dell’Università Parthenope Alberto Carotenuto.

“Il fenomeno della devianza e della criminalità minorile è strettamente legato alla dispersione scolastica e alla mancanza di opportunità e di politiche di coesione sociale – afferma Carlo Borgomeo presidente della Fondazione CON IL SUD – Abbiamo elaborato dei dati: un ragazzo che frequenta attivamente un centro di aggregazione giovanile ‘costa’ quattro volte meno rispetto a un minore che entra nel circuito penale. Togliamo i ragazzi dalla strada e offriamo loro opportunità e fiducia, oltre a rispondere a diritti negati e disuguaglianze inaccettabili, scopriamo che è una soluzione perfino conveniente”.

Dai dati elaborati dalla Fondazione CON IL SUD emerge che, per quanto riguarda il circuito penale minorile, il costo medio annuo per utente è di 6.200 euro (92% relativo alle carceri e il restante ai tribunali), mentre un ragazzo che frequenta un centro di aggregazione ha un “costo” medio annuo che varia dai 500 ai 2.200 euro, a seconda della tipologia di centro e dall’intensità educativa proposta.

Le periferie urbane delle città meridionali contano oltre 1 milione di abitanti e sono quelle con il maggior numero di minori rispetto alle altre aree del Paese. Si tratta di aree caratterizzate dalla scarsità dei servizi essenziali ed educativi, dalla povertà economica e dalla disoccupazione giovanile, dall’illegalità e dalla presenza della criminalità organizzata. “Ma sono aree che, se opportunamente valorizzate e sostenute nei percorsi di fiducia e coesione sociale, sanno fornire risposte impressionanti in termini di capacità e tempi di riscatto – aggiunge Borgomeo”.

Un caso su tutti è la rinascita in corso del Rione Sanità. Nel 2006 le Catacombe di San Gennaro accoglievano 6.000 visitatori e coinvolgevano 5 ragazzi volontari. Ai 9 soci iniziali della cooperativa che gestisce le visite, oggi si sono aggiunti 14 dipendenti e tanti volontari: nel 2017 sono stati accolti 104.000 visitatori. Giovani e bellezza sono la chiave di questo successo. La presenza di spazi e luoghi liberi, ma allo stesso tempo protetti dalla comunità locale, ha fatto la differenza.  Attraverso la musica, l’arte, lo sport, il fare e il dialogare, i Centri di aggregazione giovanile tolgono letteralmente i ragazzi dalla “strada”, sottraggono manovalanza a basso costo alle mafie e propongono ai ragazzi modelli educativi e culturali alternativi ma reali.

“Quanto contano per il Rione Sanità quelle decine di contratti di lavoro per i giovani e quelle migliaia di turisti che attraversano il quartiere?”, domanda provocatoriamente Borgomeo, che aggiunge “Si dovrebbe ribaltare il paradigma che prevede prima l’obiettivo della crescita economica e poi, eventualmente, l’investimento di risorse nel welfare, nella cultura e nella coesione sociale. Crediamo sia esattamente il contrario. La dispersione scolastica ci costa fino al 6,8% del Pil nazionale”.

Una proposta contro la devianza minorile – scarica il documento

 

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