Bando Ambiente 2018

ROMA - 5 aprile 2018

Veronica Liuzzi, Chi Dro, Fiume Chidro, San Pietro in Bevagna, TA, contest RiGenerazione con il Sud
Veronica Liuzzi, Chi Dro, Fiume Chidro, San Pietro in Bevagna, TA, contest RiGenerazione con il Sud

5 mln di euro per salvaguardare la biodiversità di parchi e aree protette al Sud coinvolgendo le comunità locali e attivando progetti di rete e sostenibili

La Fondazione CON IL SUD promuove la quarta edizione del Bando Ambiente invitando le organizzazioni del Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia a presentare progetti esemplari per la prevenzione e riduzione dei rischi ambientali all’interno dei Parchi e delle Aree naturali protette meridionali. Il Bando scade l’8 giugno 2018 e mette complessivamente a disposizione 5 milioni di euro.

Come indicato meglio di seguito, lo scenario italiano e al Sud non è dei migliori anche dal punto di vista ambientale. Sono oltre 200 le aree naturali protette meridionali minacciate dalla “perdita” delle biodiversità, da inquinamento, incendi e più in generale dal dissesto idro-geologico. Un patrimonio dal grande valore anche culturale ed economico, che deve essere tutelato e valorizzato in chiave comunitaria.

“Si parla spesso di difesa del territorio, ma sono rari i casi in cui poi si attivano politiche di sviluppo che tengono conto dell’ambiente – sottolinea Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD – Il rischio ambientale, al di là dei clamori delle cronache, non è percepito purtroppo come una priorità. Crediamo invece non solo che bisogna intervenire in modo strutturato, ma che questo ambito possa rappresentare un’occasione anche per rafforzare il senso civico e di comunità, promuovendo la cultura della rete e della partecipazione attiva di cittadini, organizzazioni e istituzioni locali. Per questo – conclude Borgomeo – puntiamo molto su partenariati ampi e competenti, sulla mobilitazione del territorio e, molto importante, sulla sostenibilità dei progetti che andremo a finanziare”.

I partenariati dovranno prevedere, oltre al Soggetto responsabile e all’Organismo di Gestione di ogni area protetta oggetto di intervento, anche la partecipazione di almeno un’altra organizzazione del Terzo settore, che non potrà coincidere con l’OdG che aderisce al partenariato. Inoltre, possono aderire alle partnership di progetto anche enti appartenenti al mondo delle istituzioni, dell’università, della ricerca e al mondo economico, compresi soggetti profit.

Saranno selezionate le proposte ritenute più valide e capaci di generare valore sociale ed economico sul territorio. I progetti dovranno prestare attenzione alla responsabilizzazione delle comunità locali che insistono sull’area protetta, ad esempio concentrandosi più sull’attivazione di iniziative e comportamenti virtuosi di rispetto e tutela dell’ambiente, che sulla realizzazione di eventi e manifestazioni isolate.

Per ogni tipologia di area naturale protetta, potrà essere presentato un numero massimo di proposte come dettagliato meglio nel bando. I progetti devono avere una durata compresa tra i 24 mesi e i 36 mesi. La richiesta di contributo non deve essere superiore a 300 mila euro e deve prevedere una quota di co-finanziamento economico di almeno il 20% del costo complessivo del progetto.

Saranno giudicate positivamente le proposte che, tra gli altri criteri: siano caratterizzate dalla chiara definizione degli obiettivi qualitativi e quantitativi, in particolare con riferimento alla riduzione del rischio ambientale individuato; identifichino idonee modalità per il monitoraggio e strumenti quali-quantitativi per la valutazione del progetto; assicurino adeguate garanzie sulla continuità delle attività avviate, in termini di sostenibilità economica e organizzativa, anche oltre la durata dei finanziamenti richiesti; prevedano adeguate modalità di comunicazione per la promozione delle iniziative proposte.

Scenario

Nel Mezzogiorno sono presenti oltre 200 fra parchi, riserve e altre aree naturali protette. Si tratta di luoghi dal grande valore naturalistico e paesaggistico, ma anche culturale ed economico. Questo enorme patrimonio di biodiversità, di ecosistemi e di tessuto forestale sta diminuendo e deteriorandosi, come conseguenza diretta o indiretta delle attività umane. La prima causa di perdita di biodiversità è la distruzione e il degrado degli habitat naturali, nonché la loro frammentazione. A tutto questo concorre in modo sensibile la perdita di suolo e la sua “impermeabilizzazione” a causa dell’imponente cementificazione cui l’Italia è sottoposta. Solo il 14% del territorio può ancora vantare un orizzonte massimo di 10 Km libero da costruzioni, il resto è un intrico fittissimo di città, strade, autostrade, ponti, impianti, ecc.

È indispensabile, come sottolineato nella Strategia europea per la biodiversità al 2020 e nella Strategia nazionale per la biodiversità, riconoscere il valore dei servizi ecosistemici nei processi decisionali e di pianificazione territoriale, allo scopo di conservare e valorizzare adeguatamente il capitale naturale nell’ambito di politiche di sviluppo sostenibile. È inoltre fondamentale coinvolgere attivamente le comunità che risiedono nelle aree protette e nelle zone limitrofe, attraverso la promozione di iniziative e meccanismi che siano in grado di favorire la diffusione di comportamenti volti alla cura e alla difesa dell’ambiente.

Pur se sono stati realizzati progressi nel quadro normativo, nel miglioramento delle conoscenze e nell’attivazione di partenariati istituzionali volti a valorizzare e proteggere le aree naturali protette, è necessario aumentare l’impegno e lo sforzo in questa direzione, avendo chiaro il concetto che “conservare la natura” corrisponde a “gestire efficacemente le minacce”.

Il Bando e tutta la documentazione sono disponibili al seguente link https://www.fondazioneconilsud.it/bando/bando-ambiente-2018/.

 

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